Volti che raccontano
Dietro ogni sguardo che dipinge, c’è una storia che merita di essere ascoltata.
Nato a Napoli il 19 dicembre 1977, Alessio Riccio è un artista figurativo che si esprime attraverso l’uso delle matite colorate. La sua ricerca si concentra prevalentemente sul ritratto, dove la precisione del tratto e l’attenzione per la resa espressiva diventano elementi centrali.
CARAN D'ACHE LUMINANCE
La Pausa della Regina
Un incontro inaspettato tra l'estetica classica e l'iconografia pop contemporanea.
Quest’opera esplora il concetto di anacronismo attraverso un audace cortocircuito visivo. A dominare la scena è una figura femminile dall’impostazione fieramente classica e regale: un’elaborata acconciatura sormontata da un’imponente corona incastonata di gemme e un drappeggio in velluto rosso intenso, impreziosito da dettagli in pizzo nero. Tuttavia, la solennità dell’immagine viene inaspettatamente spezzata da un gesto quotidiano e squisitamente moderno: sorseggiare da un’iconica bottiglia di Coca-Cola in vetro. È una vera e propria “pausa” rubata all’ufficialità del ruolo, un momento in cui il soggetto scende dal piedistallo storico per riappropriarsi di una dimensione terrena, pop e universale.
Dal punto di vista esecutivo, l’intera composizione è un rigoroso studio sulla luce e sulla resa della materia, affrontato con un approccio “in negativo”. Lavorando direttamente su una superficie in pura carta cotone profondamente nera, i volumi, la morbidezza degli incarnati e la profondità dei tessuti non sono stati definiti tracciando le ombre, ma letteralmente scolpiti estraendo la luce dal buio assoluto.
La sfida tecnica al cuore dell’opera risiede nella convivenza di texture diametralmente opposte e complesse. La durezza metallica della corona e i bagliori freddi dei grandi anelli d’argento si contrappongono alla trasparenza riflettente del vetro della bottiglia, fino ad arrivare alla morbidezza tattile del velluto e alla naturalezza della pelle. L’illusione iperrealistica e l’estrema saturazione cromatica sono state ottenute esclusivamente attraverso una meticolosa stratificazione di matite colorate professionali, portando il pigmento al suo massimo grado di coprenza e intensità visiva, senza l’ausilio di alcun fondo preparatorio.
Caran d'Ache Luminance
Fiamma Silente
Oltre il realismo
Una sfida tecnica e artistica su grande scala (60×80 cm), nata per spingere al limite l’iperrealismo a matita colorata.
L’opera è realizzata su carta cotone Arches 100% di grado museale. Sfruttando la tecnica del “negative drawing”, la luce del volto è la luce naturale della carta stessa, non alterata, circondata dal buio profondo dello sfondo.
Nessun solvente, nessuna scorciatoia. Solo la massima resistenza alla luce dei pigmenti Caran d’Ache Luminance (per la figura) e PanPastel (per lo sfondo), stratificati a mano per centinaia di ore di assoluta dedizione.
Derwent Lightfast
La Dama con l'iPad
Un dialogo visivo tra epoche, dove l'estetica classica incontra l'oggetto contemporaneo.
Quest’opera nasce dalla volontà di esplorare il concetto di anacronismo attraverso un cortocircuito visivo e temporale. A un primo sguardo, l’impostazione, la postura e i panneggi richiamano rigorosamente i canoni estetici e l’eleganza della ritrattistica rinascimentale. Tuttavia, la presenza inaspettata di un dispositivo digitale spezza l’illusione storica, decontestualizzando l’immagine e proiettando prepotentemente il soggetto nel nostro presente. È una riflessione sottile sul contrasto tra l’aura senza tempo dell’arte classica e la natura quotidiana e transitoria della tecnologia moderna.
Dal punto di vista esecutivo, l’intera composizione è un rigoroso studio sulla luce e sulla resa della materia, affrontato con un approccio “in negativo”. Lavorando direttamente su una superficie di carta cotone profondamente scura, i volumi, la morbidezza degli incarnati e i dettagli non sono stati definiti tracciando le ombre, ma letteralmente scolpiti estraendo la luce dal buio assoluto.
La sfida tecnica al cuore dell’opera risiede nella convivenza di texture diametralmente opposte. La densità del velluto scuro e la rigidità materica dei complessi ricami dorati si contrappongono alle superfici lisce, fredde e riflettenti dell’alluminio anodizzato e del vetro del dispositivo. L’illusione iperrealistica, i riflessi ottici e l’estrema saturazione cromatica sono stati ottenuti esclusivamente attraverso una meticolosa stratificazione di matite colorate professionali, portando il pigmento al suo massimo grado di coprenza e intensità visiva, senza l’ausilio di alcun fondo preparatorio o strumento digitale.